Caso clinico: 04 Rigenerazione di un incisivoCaso clinico: Casi Clinici 
Rigenerazione ossea, incisivo centrale superiore : estrazione di 11.
Motivo : frattura verticale di radice.
Soluzione : impianto a carico immediato su 11.

Durata (mesi):

Elenco interventi relativi

Età (anni):50Sesso:f 
Professione:Libero professionistaStato Civile:Stato LiberoTitolo di studio:Laurea

Anamnesi familiare e fisiologica
Paziente di anni 42 sesso femminile, altezza 1,60 m ,  peso 49 kg,
familiarità per diatesi trombotica, vino ai pasti, no fumo, attività fisica regolare, dieta normale



Anamnesi patologica remota
appendicectomia
mononucleosi
2 anni fà infezione da citomegalovirus senza esiti
riferisce allergie ad alimenti, pollini e farmaci (Bactrim) e riniti stagionali

Anamnesi patologica prossima
Paziente riferito da altro professionista. Da circa 6 mesi la paziente riferisce infezioni ricorrenti all'apice dell'11, che per tale motivo ha subito prima un ritrattamento canalare (il dente era stato trattato 20 anni prima a seguito di un trauma) e successivamente un intervento di chirurgia apicale (apicectomia con sigillo retrogrado radiotrasparente), che non ha portato alla guarigione; nel frattempo è in terapia con Zimox 1gr x 3 al giorno.

Profilo metabolico osseo
I valori di:
Calcemia, Calciuria, Vitamina D, Paratormone, Telopeptidi plasmatici, Osteocalcina, Fosfatasi alcalina ossea sono tutti normali
In evidenza l'iperpiastrinemia (349.000 è un valore ai limiti superiori)

Esame clinico: estesa tumefazione in sede apicale di 11 con presenza di fistola, sondaggio parodontale negativo, modesta la mobilità della corona clinica, presenza dei picchi ossei inter-radicolari.
Malocclusione di II. classe dentale con affollamento e cross-bite laterali posteriori.

Radiografia endorale: rarefazione ossea peri-apicale di 11, di difficile interpretazione (potrebbe essere anche l'esito in ritardo di guarigione dell'apicectomia)
Ortopantomografia: rarefazione ossea peri-apicale di 11 (interpretazione come sopra)
Diagnosi probabile: frattura verticale di radice


Piani di trattamento consigliati :

protesi fissa tradizionale (ponte) con utilizzo del 21 e del 12 come pilastri di ponte e innesto di connettivo a livello dell'11.
vantaggi : rapidità di esecuzione, coinvolgimento di 2 elementi pilastro di cui il 21 già portatore di restauro in resina composita (faccetta)
svantaggi : possibile “sacrificio biologico” (trattamento canalare) di 12 e 21 e conseguente accorciamento della vita media degli elementi dentari coinvolti, necessità comunque di un innesto di connettivo per mascherare l'eventuale difetto osseo, indispensabile qualità estrema del manufatto per ottemperare alle necessità estetiche del paziente.
Indicazione assoluta : assenza di uno o entrambi i picchi ossei interdentali!
trattamento implantare : dopo attenta valutazione degli esami radiografici (OPT e rx endorale) e della obbiettività clinica è lecito considerare fattibile , da un punto di vista tecnico, una riabilitazione fissa su impianto; da valutare in sede intra-operatoria l'opportunità di :
- estrarre l' 11, inserire contestualmente un impianto, correggere il deficit di tessuto duro (osso alveolare) e molle (gengiva) con innesto di osso e tessuto connettivo, posizionamento di provvisorio in resina avvitato su impianto
- estrarre l' 11, correzione di deficit ossei e dei tessuti molli , provvisorio splintato ai denti adiacenti (la corona clinica del dente estratto può risultare utile in tal senso)
- estrarre l' 11, limitarsi alla toilette chirurgica dell'infezione, provvisorio splintato.
La decisione riguardo il perseguire uno dei tre sopramenzionati iter operativi dipenderà esclusivamente dalle effettive condizioni locali riscontrate all'apertura dei tessuti molli : maggiore la distruzione dei tessuti – più prudente sarà l'approccio chirurgico
vantaggi : restitutio ad integrum del distretto orale interessato, risparmio biologico dei denti adiacenti, migliore risultato estetico (dipendente dalla capacità rigenerativa del paziente, tipo di metabolismo osseo, fenotipo tissutale)
svantaggi : dilatazione dei tempi di soluzione del problema, maggiore costo biologico, maggiore rischio di fallimento (metabolismo osseo scadente, suscettibiltà alle infezioni con compromissione dell'innesto osseo e/o del'impianto), maggiori costi economici
La paziente opta per la soluzione chirurgica e possibilmente in un unica seduta operatoria. Viene preparato un consenso informato molto dettagliato.

A 6 mesi dall'intervento il risultato chirurgico è molto soddisfacente, le parabole gengivali cominciano ad essere simili. Necessario attendere ulteriore assestamento (maturazione) dei tessuti molli al fine di decidere un ulteriore innesto di connettivo a livello dell'11.
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