Poltrona

Il microscopio operatorio costringe l'operatore a rivoluzionare la postura di lavoro. Nella routine normale (a occhio nudo o con strumenti ottici indossabili es. caschetto, lenti ingrandenti) il paziente è fermo e l'operatore si sposta al fine di guadagnare accesso visivo ai diversi settori della cavità orale. I movimenti della poltrona odontoiatrica tradizionale consentono di sollevare e inclinare il paziente in posizione di Trendelenburg (sdraiato in modo che il capo sia situato in posizione più bassa rispetto a ginocchia e bacino). Lavorando al microscopio la postura lavorativa diventa “microscopio-centrica” (come il sistema solare della nostra galassia che è definito eliocentrico): microscopio e operatore restano praticamente fermi, mentre la posizione del paziente varia in funzione del settore della bocca oggetto dell'operatività. Quindi: il paziente si muove e l'operatore (e anche il microscopio) rimangono fermi! La poltrona utilizzata dall'operatore permette ampia mobilità della testiera, modifica della posizione reciproca dei 3 segmenti corporei – testa-addome-gambe -, ed aggiunge la possibilità del basculamento: grazie a questa ampliata gamma di movimenti eseguita dal lettino diventa possibile lavorare in visione diretta in quasi tutti i settori della bocca. La visione indiretta (guardare un immagine riflessa da uno specchio) viene riservata in odontoiatria microscopica e chirurgia mininvasiva solo ad alcune situazioni particolari (parete posteriore dell'ultimo molare superiore, bocca particolarmente piccola etc.)