Chirurgia maxillo-facciale ricostruttiva/rigenerativa: prelievi di osso autologo

Il tessuto osseo di cui è costituito il nostro scheletro, analogamente ad altri tessuti del nostro organismo (cute, fegato, cellule del sangue), ha la capacità di rigenerarsi : le cartilagini di accrescimento delle ossa lunghe (che sono responsabili della crescita di statura nei bambini e adolescenti) e la riparazione-rigenerazione delle fratture, sono una dimostrazione della possibilità di attivazione degli osteoblasti (cellule ossee) e della produzione di “nuovo” tessuto osseo. Abbiamo quindi uno straordinario “fornitore” di materia prima idonea alla ricostruzione dei difetti ossei, che è rappresentato da alcune sedi donatrici potenziali, oltre alla possibilità di attivare le potenzialità rigenerative del sito ricevente il trapianto di tessuto. Fatta questa premessa possiamo fare la seguente considerazione:

il trapianto di osso autologo è un trasferimento di potenziale biologico rigenerativo dalla sede donatrice al sito ricevente

e non il semplice posizionamento di riempitivi più o meno solidi in un difetto osseo. Il “pezzo” di osso o il materiale riempitivo (anche eterologo) rappresenta lo scaffold (scheletro, impalcatura) che guiderà la rigenerazione del difetto. Tale scheletro verrà interamente sostituito nell'arco di 2-3 anni da tessuto osseo normale. (segue approfondimento Biologia dell'osso – dott. Gallieni)