Complicanze chirurgiche: deiescenza della ferita post-innesto osseo

E' la complicanza più frequente di tutte le procedure rigenerative ossee. Perché si possano avviare i processi riparativi e quindi rigenerativi del tessuto osseo innestato, è indispensabile che la ferita rimanga chiusa: la presenza di soluzioni di continuo (aperture) della ferita in via di guarigione (verificabili soprattutto esaminando la ferita al microscopio) produce contaminazione batterica in un ambiente per definizione settico come la cavità orale. In presenza di tessuto osseo autologo non avvengono reazioni infiammatorie di grave entità con conseguente infezione, ma il tessuto innestato va incontro a necrosi (muore): ne consegue la perdita parziale del tessuto innestato. Il trattamento consiste nel riaprire la ferita, cruentare i margini dei tessuti, toilette (lavaggi, asportazione di tessuto necrotico) e nuova sutura. Spesso la causa è semplicemente traumatica: il paziente inavvertitamente durante la masticazione danneggia “meccanicamente” la zona d'intervento. Indispensabile il monitoraggio nel post-operatorio.