Implantologia al microscopio

Le stesse conclusioni, riportate dall'American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons (http://www.aaoms.org/index.php), un'associazione no-profit che raggruppa ca 7000 chirurghi orali e maxillo-facciali negli Stati Uniti, sono condivise dagli autori dopo 20 anni di esperienza in chirurgia implantare.

Alla luce dei numerosi studi retrospettivi a 35 anni (Albrektson et al), il recupero ostinato di elementi dentari compromessi parodontalmente o protesicamente inadatti a sostenere una riabilitazione protesica che si mantenga efficiente nel medio-lungo termine (> 5 anni) ha perso gran parte della sua sostenibilità. Nella casistica personale di qualsiasi dentista-implantologo ormai sono presenti un gran numero di pazienti trattati con impianti e con follow-up > 15 anni.

Quindi facendo le dovute premesse :

  • selezione del paziente-candidato (indagini per verificare la presenza di patologie compromettenti il metabolismo osseo, non solo osteoporosi)

  • applicazione di protocolli operativi rigorosi (campo sterile, microscopio)

  • utilizzo di impianti di qualità

  • comprovata capacità ed esperienza del chirurgo implantare (precisione ed accuratezza del gesto chirurgico)

  • protesi adeguata

  • corretto protocollo di manutenzione (monitoraggio dell'igiene orale)

l'implantologia può essere considerata una valida alternativa alle terapie tradizionali.