Protesi dentale al microscopio: protesi su impianti

La protesi su impianti permette il recupero di difetti di masticazione (causato da perdita di elementi dentari) attraverso la messa in opera di manufatti protesici costruiti dal laboratorio, che utilizzano come elementi pilastro (sostegni) gli impianti dentali. La procedura prevede un impronta molto precisa che consenta all'odontotecnico di utilizzare a sua volta procedure operative altrettanto efficienti minimizzando gli errori e riducendo i costi aggiuntivi dovuti a perdite di tempo e rifacimenti. Le nuove tecnologie CAD-CAM consentono infatti di affidare a macchine a controllo numerico la costruzione delle infrastrutture in titanio o zirconio (materiale estetico con resistenza meccanica alla pressione > 1000 Mpa – quindi simile ad un metallo) con azzeramento dell'errore umano. I presupposti fondamentali del successo di una protesi su impianti sono :

  • corretta progettazione (inserimento degli impianti in modalità “protesicamente valida”, cioè utili alla finalizzazione protesica

  • corretta esecuzione degli impianti con ausilio del microscopio (inserimento in giusta qualità e quantità ossea e quindi con meno probabilità di sovraccarichi funzionali)

  • corretta impronta : la tecnica che prevede l'utilizzo del “doppio cucchiaio individuale” per gesso e Polieteri secondo Massironi e Battistelli (“Estetica e Precisione” Domenico Massironi – Quintessenza Edizioni 2004) rappresenta il “gold standard”; se eseguita correttamente (esperienza diretta dell'autore!) consente all'odontotecnico di lavorare su di una rappresentazione della situazione orale molto fedele

  • corrette registrazioni occlusali (masticazione) : verifica di discrepanze CO -CR (occlusione abituale - relazione centrica), arco facciale di trasferimento, oversetting (analisi al microscopio delle faccette d'usura occlusali) etc.

  • precisione marginale e fitting delle strutture avvitate sugli impianti